Gli eredi del PdL

logo pdl.jpgBerlusconi può smaniare finché vuole, può maledire, imprecare, blandire, accusare, tramare, comprare, ma alla fine perderà la partita e la sua eredità politica andrà proprio a coloro che egli più aborrisce e cioè a Fini Iscariota ed a Casini. Le cose sono abbastanza semplici e le premesse sono definite e già concrete e non mutabili. Il PDL è un partito “personale” e su questo pensiamo che tutti ci si possa trovare d’accordo.

Lo è sia per quanto riguarda la gestione che è “padronale” nel senso che il “Boss” è Silvio Berlusconi che esercita il potere a titolo personale senza la mediazione di un qualsiasi retroterra ideologico, politico o filosofico, così come nel senso che il partito, proprio per la natura descritta, non ha una struttura gerarchica ed organizzativa che presupponga un radicamento partitico sul territorio, né ha, in pratica, quella condizione di decentramento che è l’ossatura scheletrica di ogni partito bene organizzato, ma fa capo ad una sola persona che decide a titolo personale cosa fare e cosa non fare a seconda anche dei suoi interessi personali. Tutto quanto ciò significa soprattutto una cosa e cioè che scomparso Berlusconi dalla scena politica nell’arco di una manciata di anni, non fosse altro che per motivi anagrafici, la guida del PDL non avrà successori in grado di ereditarne potere e carisma e finirà allo sbando spiazzando così gli elettori che dovranno scegliere per forza di cose tra i vari partiti che resteranno in lizza. Certamente non saranno i Letta, i Bonaiuti, i Gasparri, i Bondi, i Capezzone o i La Russa ad avere la forza, gli appoggi, l’organizzazione e soprattutto i soldi per acquisire la direzione di un partito che in effetti non è mai esistito come tale, ma che è sempre stato solamente una personale emanazione di Silvio Berlusconi. Ora è altrettanto chiaro che l’elettorato berlusconiano che ha votato, più o meno demagogicamente, in modo “anticomunista” non potrà certo passare alla sinistra e dunque non resterà altra scelta che spostare i propri voti su quanto rimarrà del centrodestra e cioè su FL ed UDC e cioè su Fini Iscariota e su Casini. Può anche darsi che una piccola parte dei più accesi e fanatici Berlusconiani vada ad ingrossare le fila del partito del non voto, ma non crediamo che essi rappresenteranno una percentuale significativa degli attuali elettori del PDL. Come volevasi dimostrare.. Certamente nessuno ha la sfera di cristallo e può prevedere eventuali fatti completamente nuovi che potrebbero cambiare lo scenario politico, ma allo stato attuale delle cose ci pare che la nostra analisi sia accettabile. Certo per il Paese non cambierà gran che perché un cambiamento in meglio presuppone una classe politica non disonesta, capace, con senso dello Stato e che sappia anteporre gli interessi della Nazione a quelli personali o di gruppo e certamente né Fini iscariota, né Casini appartengono a questa categoria di persone..!!

 

Alessandro Mezzano

Gli eredi del PdLultima modifica: 2010-12-14T18:48:55+00:00da petacciato1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento